Banco Bpm, Fsi e Bcc Pay (di Iccrea che presto cambierà nome) siglano una partnership strategica per sfidare Nexi e Wordline. Due colossi che in Borsa “pesano” entrambi circa 10 miliardi di capitalizzazione.
La collaborazione guarda a una nuova piattaforma di pagamenti di un terzo polo del credito tricolore, da affiancare a Intesa Sanpaolo e UniCredit.
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Banco Bpm, Fsi e Bcc: nasce il terzo polo del credito
La maggior parte degli istituti italiani utilizza Nexi, mentre Bnl e Crédit Agricole hanno accordi con la francese Wordline. Di recente Nexi e Wordline si sono sfidati nella corsa per la monetica di Banco Bpm. Ma, a sorpresa, a vincere è stata la piccola, ma ambiziosa Bcc Pay, controllata al 60% dal fondo Fsi e al 40% da Iccrea.
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Il terzo polo del credito tricolore prende invece forma da un accordo vincolante per costituire una partnership strategica. L’obiettivo è quello di sviluppare una nuova realtà italiana e indipendente nel settore dei pagamenti digitali.
Oggi 2 acquisti su tre vedono ancora l’uso contanti, quota fra le più alte in Europa, a causa dell’elevata evasione e di vecchie abitudini che stanno cambiando. Tuttavia ciò significa che c’è grande spazio per crescere per i pagamenti digitali.
A presiedere Bcc Pay è Massimo Arrighetti, artefice della crescita di Sia, l’azienda di ingegneria dei pagamenti acquisita da Nexi. Un manager di comprovata esperienza per costruire la piattaforma di pagamenti alternativa a Nexi e alla francese Wordline.
La sfida a Nexi e Wordline
La migrazione di Bpm verso una nuova piattaforma di pagamenti servirebbe a disincentivare scalate ostili, perché metterebbe i bastoni fra le ruote a eventuali piani di integrazione.
L’asse Bpm-Iccrea-Fsi punta a scardinare il duopolio. Con Bpm, infatti, Bcc Pay ora è il secondo operatore nazionale dopo Nexi. Vanta una quota di mercato superiore al 10% nella monetica, 9 milioni di carte, 400 mila Pos e 110 miliardi di transato.
Ora la società punta al coinvolgimento nel progetto anche di altri istituti italiani di media e piccola dimensione, investendo su un’offerta declinata a digitale e fintech.
La partnership strategica
Bcc Pay, gruppo a cui aderiscono 117 Bcc con quasi 2.500 sportelli, pagherà a Bpm fino a 600 milioni di euro, più dell’offerta dei concorrenti. L’accordo prevede il conferimento nella joint-venture delle attività della monetica di Banco Bpm, la divisione che si occupa dell’emissione di carte ai clienti e della loro accettazione come mezzo per i pagamenti.
La conclusione dell’operazione prevede che Pay Holding vedrà la partecipazione per circa il 43% di FSI e circa il 28,6% ognuno di Banco BPM e Iccrea Banca.
Inoltre, la sottoscrizione di un contratto di distribuzione pluriennale dei servizi della società anche sulla rete del BancoBPM avrà un impatto positivo sul CET1 ratio fully loaded di circa 32 punti base, per salire a 50 punti. E Banco BPM guadagnerà valorizzazione pari ad oltre 2 miliardi di euro in termini di NPV (net present value, valore attuale netto).
La chiusura è attesa entro il primo trimestre del 2024 e l’intesa prevede un lockup di BancoBPM fino al 2026.